“Una foto non si scatta, si crea.”

(Ansel Adams)

 La parola “Fotografia” deriva dal greco antico e significa (φῶς) Luce e (γραφή) Scrittura. Grazie all’etimologia capiamo dunque un aspetto fondamentale del linguaggio fotografico: fotografare significa usare una forma di “scrittura” che invece di usare l’inchiostro usa la luce. Quindi quando noi facciamo una foto, in modo più o meno inconscio, scriviamo qualcosa.

Linguaggio fotografico paragonato al linguaggio scritto

ROCCO BARBIERI PHOTOGRAPHER

Ok, con le nostre modernissime attrezzature ogni volta che scattiamo stiamo “scrivendo con la luce”. Ma come nel mondo dei testi di ci sono quelli scritti bene e quelli scritti male, anche nel mondo delle fotografie sappiamo benissimo che ci sono – semplificando – scatti belli e altri meno belli. Per comprendere meglio quanto sia facile al giorno d’oggi fare una bella foto vi vogliamo raccontare un simpatico esperimento di Settimio Benedusi, che consideriamo un maestro del linguaggio fotografico: Si è recato dal suo barbiere Rocco, assolutamente digiuno di qualsiasi tecnica fotografica, lo ha bendato e gli ha fatto scattare delle fotografie completamente a caso ad una modella. Risultato: Pubblicazione sul sito di VOGUE!

 Come diceva già 30 anni fa Ugo Mulas:
“la Fotografia non deve essere bella, deve essere buona”
Anche con le vecchie fotocamere era relativamente facile fare un bello scatto una volta, ancor di più lo è oggi. Per questo i veri Fotografi dovrebbero esercitarsi ed applicarsi a fare delle buone fotografie, non a fare delle belle fotografie.

foto di Richard Avedon. presa da esempio per linguaggio fotografico

Tutti i diritti riservati © Richard Avedon

Le nostre macchine fotografiche fanno foto troppo belle!

 Quando noi prendiamo la nostra fotocamera e scattiamo migliaia di foto “a caso” possiamo anche ignorare i principi del linguaggio fotografico: quello che “catturiamo” avrà generalmente una buona esposizione, sarà molto probabilmente a fuoco e con un po’ di fortuna sarà anche bello (un po’ come le foto di Rocco!). Le macchine fotografiche moderne ci aiutano troppo 😊 Sono anch’esse troppo belle! E’ come avere un microfono che, qualunque cosa io canti, riproduce e fa uscire la mia voce in modo perfettamente intonato. Ma quello che scattiamo/stampiamo/inquadriamo è veramente significativo?

Fotografia di Chema Madoz presa da esempio per linguaggio fotografico

Tutti i diritti riservati © Chema Madoz

La fotografia come linguaggio

 Quando parliamo mettiamo insieme in modo naturale e con grande velocità parole, regole grammaticali, utilizziamo la sintassi (soggetto predicato complemento), moduliamo in base alle necessità il tono di voce, il registro del linguaggio…se necessario mescoliamo anche più sistemi linguistici (dialetto – italiano per esempio). Ma quanti anni siamo andati a scuola o abbiamo fatto pratica per ottenere questo risultato? E quanto comunque diventa difficile farci capire quando andiamo all’estero e non conosciamo la lingua? Il linguaggio fotografico ha anch’esso le sue regole e dovrebbe permetterci di riuscire a comunicare facendo un “discorso” in cui alle parole si sostituiscono le immagini: Le singole “belle foto” sono come le singole belle parole: Libertà, Amore, Pace, Fantasia…. si pronunciano bellissime parole, ma si comunica molto poco, non ci sono concetti, né tantomeno sensazioni.
Per comunicare devo fare un discorso, devo costruire un discorso! La stessa cosa funziona in fotografia: devo riuscire a costruire un discorso con le mie immagini, in modo da raccontare esattamente quello che voglio dire.

Fotografia di John Hilliard come esempio di linguaggio fotografico
Fotografia di John Hilliard come esempio di linguaggio fotografico
Fotografia di John Hilliard come esempio di linguaggio fotografico

Tutti i diritti riservati © John Hilliard

 

Pensare prima di fare!

  Questa affermazione sembra scontata ma in realtà non lo è! Quando noi scattiamo le nostre foto è come schiacciare dei tasti a caso sulla tastiera del computer; il fatto che la macchina ci restituisca una foto ogni volta che premiamo sullo scatto è la stessa cosa che guardare le lettere disposte a caso sul monitor. Per fare anche un semplice pensiero di senso compiuto dobbiamo studiare come si scrivono le singole lettere, come avvicinandole creo delle parole, conoscere un minimo di grammatica e mettere insieme soggetto, predicato e complemento. Quindi prima di scattare, come prima di scrivere, dobbiamo chiederci: cosa voglio raccontare? perché sto facendo questa foto? Noi siamo qui per aiutarvi a farlo 😊

Fotografia di Chema Madoz presa da esempio per linguaggio fotografico

Tutti i diritti riservati © Chema Madoz

Questa è solo la prima puntata sul linguaggio fotografico.
Ti interessa approfondire l’argomento? Allora clicca qui per leggere anche la seconda parte.

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